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terça-feira, fevereiro 22, 2005
 
A Noticia do diário "Il Manifesto" que podem aceder ao link através da coluna da direita.

A Lisbona trionfano i socialisti
In Portogallo vince Socrates. Secondo gli exit poll la sinistra ha il 50% e la maggioranza assoluta dei seggi
RITA CIOTTA
LISBONA

A giudicare dai primi exit-polls, sarà una notte storica in Portogallo: schiacciante vittoria del Partito Socialista di José Socrates, che ottiene tra il 46,9 e i 50,7 per cento (aggiudicandosi così per la prima volta la maggioranza assoluta), ottimo risultato per il Partito Comunista (Cdu) di Jeronimos de Sousa, che ottiene tra il 14 e il 16 per cento e enorme vittoria per i «bloquistas» de Francisco Louça (Be, Bloco de Esquerda) che triplicano i loro risultati, arrivando all'8 per cento. E sul fronte del centro-destra: sconfitta altrettanto schiacciante del Partito Socialdemocratico di Pedro Santana Lopes, attuale primo ministro, che ottiene tra il 23,3 e il 27,1 per cento e cattivo risultato per il Cds/Pp di Paulo Portas (Partito Popolare) che prende tra il 7 e l'8 per cento dei voti.
[MAGARI !].
Storica anche la discesa dell'astensione, che stava diventando un problema molto serio in Portogallo e che era il segno della poca credibilità di tutta la classe politica. Basta pensare che nel 1975, anno delle prime elezioni libere, l'astensione era dell'8,34%, ma era poi salita, nelle ultime elezioni, al 38,5%. Secondo le previsioni, invece, la percentuale dei portoghesi che non è andata a votare é adesso del 30%. È, dunque, una svolta a sinistra evidentissima e senza precedenti, che testimonia del periodo di profonda crisi interna attraversato dal paese. Una crisi che si è accentuata nel luglio scorso, quando Durão Barroso, in quel momento primo ministro, ha brutalmente abbandonato il governo ed è «fuggito» verso l'Europa. Lo ha sostituito Pedro Santana Lopes, personaggio molto contestato all'interno del proprio partito, piccolo play-boy protagonista della vita notturna lisboeta, ridicolizzato per la sua evidente mancanza di cultura e di eleganza politica, autore di gaffes colossali (come quella di dire che ha sempre amato Chopin per le sue sinfonie di violino o ringraziare pubblicamente scrittori già morti da più di un secolo!). Santana Lopes, da alcuni comparato persino al nostro Berlusconi, ha trascinato il paese verso uno scontento enorme e distruttivo, una specie di «depressione nazionale» che è stata aggravata dalla difficile situazione economica creatasi negli ultimi anni. Da ricordare anche che Santana Lopes aveva già dato prova della sua incompetenza governando disastrosamente, come sindaco, la città di Lisbona.
Se Santana Lopes è un uomo politico finito, chi esce a testa alta da questo scontro elettorale è certamente José Socrates, 47 anni, ingegnere, che dimostra come la competenza e la serietà sono più forti degli scandali in cui hanno cercato di coinvolgerlo per tutta la campagna elettorale . Una campagna che ha avuto sempre un tono bassissimo, utilizzando spudoratamente informazioni della vita personale dei candidati. Vittoria personale anche per il comunista Jeronimo de Sousa, ex operaio, molto contestato quando ha preso la direzione del partito e in cui nessuno veramente credeva, ma soprattutto grande conferma nazionale per il «bloquista» Francisco Louça, economista, che in uno degli ultimi dibattitti televisi ha convinto il pubblico parlando appunto di concreti problemi economici e della catastrofica fuga al fisco da parte dalle grandi imprese. I «bloquistas» hanno anche convinto per la loro posizione a favore dell'aborto e sulla liberalizzazione della droga leggera e per il fatto di presentarsi come un piccolo partito ancora «vergine» rispetto ai meccanismi della politica tradizionale.
Non ci sono dubbi che questa enorme vittoria della sinistra deriva dalla situazione economica del paese, che è pessima, come abbiamo ricordato. Il precedente governo di Durão Barroso aveva, di fatto, letteralmente «affamato» i portoghesi, con l'ossessione della diminuzione a ogni costo del Pil sotto il 3%, come voleva l'Europa, preoccupazione che aveva fatto salire la disoccupazione a livelli mai visti in Portogallo, e bloccato ogni investimento. Persino l'Associazione degli Industriali Portoghesi si era manifestata, ultimamente, contro il governo, contribuendo decisamente alla decisione del presidente Jorge Sampaio di far cadere il governo.



 
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